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Kibinti, ecco una vera storia di Natale

kibinti.jpgConcorezzo. Questo articolo lo voglio dedicare ad un persona speciale che porta in Guinea Bissau una parte del mio cuore, vi voglio parlare di una piccola bambina che ha avuto la possibilità di scoprire un nuovo mondo, una realtà diversa dalla sua. Vi racconto tutto fin dal principio, quest’anno a casa nostra abbiamo ospitato una bambina di tre anni che è venuta in Italia per un intervento al cuore.  E’ arrivata tre mesi fa (grazie al sostegno dell'associazione Kibinti Onlus, ndr) e respirava a fatica, non poteva fare sforzi, una semplice corsa per lei era una maratona. Dopo l’intervento abbiamo conosciuto la sua vera essenza, il suo vero carattere per nulla tranquillo ma vivace e chiacchierone. Io lo posso dire perché l’ho provato; il suo arrivo ha cambiato la mia vita; mi ha fatto conoscere che cos’è la responsabilità perché badare a lei è stato comunque un impegno, mi ha fatto comprendere che anche con piccole cose si ci può divertire, ad esempio lei usava il suo azzurro ombrellino e riusciva a giocarci per un intero pomeriggio inventandosi avventure e storie. La cosa più sorprendente però è che mi ha insegnato a vivere senza preoccupazioni, perché per lei ogni giorno è stato una nuova occasione per sorridere. Certo non sono mancati i capricci tipici di una bambina della sua età ma mi ha insegnato anche cos’è il rispetto verso se stessi, lei si è fatta sempre valere e non si è mai fatta mettere i piedi in testa; furba com’è ha imparato ad adattarsi ai nostri caratteri e comportarsi a seconda di chi ha davanti .

Questa bambina, pensate a tre anni, ha lasciato la sua casa e ha conosciuto cos’è una casa di mattoni, cos’è una strada, cos’è l’acqua corrente, mi ricordo quanto si è divertita ad aprire e chiudere l’acqua che scendeva dal lavandino. Lei ha avuto paura dell’aspirapolvere, non si è spiegata come mai abbiamo le pentole in casa e non fuori in giardino. Questa bambina ha scoperto un nuovo modo di vivere, la sua casa è di fango con il tetto di paglia immersa in una verde foresta.  Ha mostrato subito l’eredità del suo popolo, ottima ballerina, ha adorato lo stereo che emette la musica. Questa bambina oltre ad essere una vera artista in fatto di teatro è una vera attrice, sa fingere e sa farsi venire le lacrime strizzando gli occhi. E la lingua l’ha imparata? Dalle sue parti si parla criolo, un dialetto africano, ma lei ripetendo le nostre parole ora parla italiano con tanto di cortesie, con la sua tenera vocetta dice grazie, saluta e parla metà criolo e metà italiano. Si fa intendere alla perfezione; quando gioca però fa lunghi discorsi nella sua lingua e chi la capisce! Vabbè si esercita per quando deve ritornare. Sì perché la sua famiglia la sta aspettando, non vede l’ora di riabbracciarla e di vederla cresciuta, più forte di prima. La cosa più importante è che questa bambina ha saputo farsi amare come non mai, ora è parte della famiglia, è una di noi. Con lei abbiamo riso, abbiamo pianto, ci siamo fatti i dispetti, l’abbiamo aiutata e soccorsa  ma il regalo più grande ce l’ha fatto lei, ci ha donato l’energia di vivere. E ora che dobbiamo salutarla, possiamo augurarle solo buona vita, ringraziandola per ciò che ci ha portato. Ecco così che le lacrime vengono agli occhi, è inevitabile, il distacco è veramente doloroso.  Come faremo a non vederla girare per casa mentre ci chiama  o si nasconde per farci spaventare? Come faremo a non vederla dormire serenamente nel suo caldo lettino? Quello che so è che una parte di noi andrà a vivere con lei e spero la accompagni nella lunga esistenza che ha davanti. Spero che con il suo carattere forte e determinato non si faccia mai sconfiggere dalla paura  e dal dolore ma che affronti la vita con coraggio ma soprattutto con il suo solare sorriso da innocente bambina. Ti vogliamo bene!

Articolo originale: https://oscuritaluminosa.wordpress.com/2016/12/11/una-piccola-perla-nera-in-un-mare-bianco/

Per saperne di più sull'aiuto ai bambini cardiopatici: http://www.kibintionlus.org/cause/bambini-cardiopatici/

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