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Circuito longobardo europeo, Concorezzo c'è

longodarways.jpgConcorezzo. Anche la città rientra nelle "Longobard ways across europe", un circuito internazionale turistico e culturale che vuole raccontare e far conoscere tutti i luoghi cruciali della presenza longobarda in Europa. Oggi, a Palazzo Pirelli, il sindaco Riccardo Borgonovo e la vicesindaco Micaela Zaninelli hanno incontrato i vertici dell'associazione promotrice e l'assessore regionale alle Attività produttive, Mauro Parolini, per sviluppare nuove sinergie anche alla luce delle potenzialità attrattive del progetto in termini economici e di sviluppo del territorio.

E' da diversi mesi che l'Amministrazione è al lavoro su questa partita per giocare un ruolo di primo piano insieme a Monza, residenza estiva della regina Teodolinda. Una leggenda vuole che la guida dei longobardi amasse recarsi in preghiera alla chiesetta di Sant'Eugenio. Ma la presenza dei longobardi a Concorezzo è attestata anche da altri reperti, in primis una pergamena antichissima conservata in Municipio dove si fa riferimento alla legge longobarda. In molti conosceranno la storica finestra "bifora" di via Libertà, ma le attestazioni storiche sono più numerose. 

Grazie all'impegno del sindaco Borgonovo e dell'assessore Zaninelli, Concorezzo è stata protagonista anche del docu-film realizzato da Regione Lombardia in occasione di Expo (De Sfroos in paese per Expo, e svela un inedito su Vittorini)

IL CLUSTER DI MONZA

Nel contesto dell’Itinerario “Longobard Ways across Europe” un ruolo preminente - quale obiettivo turistico-culturale - spetta al Cluster Monza-Brianza, la cui identificazione territoriale è frutto del valore storico e geografico assunto da quest’area nella fase di vera e propria fondazione del Regno longobardo d’Italia. Un periodo che, per semplicità di classificazione, può essere indicato come il “Periodo delle due regine”: Teodolinda (589-627) e la figlia Gundeperga (626-652). Alla loro forte influenza e alle conquiste militari dei loro mariti - i re Autari e Agilulfo per la prima; i re Arioaldo e Rotari per la seconda - si devono gli ampliamenti territoriali e gli sviluppi culturali che sorressero l’architettura e il consolidamento del Regno.

Confini del Cluster

Il territorio del Cluster Monza-Brianza svolse importanti funzioni di difesa militare lungo assi strategici, di odierno fascino turistico-ambientale. In base a tali storiche evidenze strategiche i confini del Cluster sono stati così disegnati:

a Nord, dall’ambito prealpino e del lago di Como (Lario), permeabile alle invasioni d’oltralpe e dove resisteva - al tempo dell'insediamento del re Autari - la roccaforte bizantina dell’Isola Comacina, caduta in mano longobarda solo nel 588;

a Est, dal corso dell’Adda, fiume che divideva Neustria (la romana IX Regio Transpadana) da Austria (la romana X Regio Venetia et Histria), segnando la divisione tanto con il ducato di Bergamo, più volte ribelle ai re, quanto con altri territori bizantini;

a Ovest,  dal corso del Seveso - sino a Paderno Dugnano - e del Lambro e a Sud, dalla linea che unisce Monza a Vimercate e Trezzo sull’Adda: entrambe direttrici di sorveglianza e difesa rispetto a territori di infiltrazione bizantina.

Direttrici viarie

Sempre sotto il profilo storico-turistico vanno considerate le principali direttrici viarie dell’epoca altomedievale e degli apprestamenti difensivi minori (castra e luoghi fortificati), in gran parte mutuati dai Longobardi dalle precedenti epoche romana e gota. Assi viari fondamentali - che confluivano in direzione dell’oltralpe svizzero (Raetia Secunda) erano: la direttrice verso Nord, che da Milano - toccando Monza - conduceva al lago di Como in connessione con la strada consolare per Aquileia; la direttrice romana che, attraverso l’Adda, collegava alla metropoli imperiale di Aquileia  e che- anche in epoca longobarda - aveva come snodi e punti strategici di controllo lungo il tratto Como-Bergamo i siti di Civate e di Garlate e il sovrastante monte Barro. 

 

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