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Grande Guerra, Poste italiane sceglie una modella concorezzese

brambillaale.jpgConcorezzo. "Si vede che vengo vista come una bellezza antica". Scherza Alessandra Brambilla sul fatto che lei, attrice e modella trentenne, sia stata scelta da Poste Italiane per rappresentare l'emblema della fidanzata italiana ai tempi della Prima Guerra mondiale. La giovane concorezzese è, infatti, la donna comparsa sulle splendide raffigurazioni che Poste Italiane ha realizzato in occasione del centenario del conflitto bellico. Una foto che è diventata opera d'arte grazie al lavoro del maestro argentino Ale Burset. Un modo per ricordare come, durante la guerra del 15-18, dal fronte furono inviati oltre 4 miliardi di messaggi, tra lettere e cartoline. Un numero mostruoso (come mostruoso fu il numero dei morti) che dà l'idea del ruolo centrale della corrispondenza nella vita di trincea. Significativo e metaforico l'abbraccio di una fidanzata all'amato impegnato in guerra, un abbraccio che diventa concreto grazie alle parole custodite in una lettera. Dietro a questo istante, lunghissimo e poetico, due giorni di lavoro in un rifugio abruzzese, tra le montagne che sovrastano L'Aquila. Alessandra Brambilla, alle spalle studi di recitazione e oggi impegnata in casting, pubblicità, film e piccole produzioni, a settembre sarà anche protagonista del nuovo film di Andrea Castoldi (già regista di "Ti si legge in faccia"). "Un'esperienza artistica straordinaria - confessa la giovane attrice, che trasferisce l'entusiasmo per l'esperienza fatta in una voce carica di energia - Per trasmettere il sentimento e il mood voluto da Burset abbiamo dovuto lavorare intensamente, cercando il più possibile di entrare nella parte, trasmettendo l'emozione e l'affetto che venivano affidati alle lettere inviate al fronte". Dal set di Poste Italiane al sale cinematografiche con Castoldi, per Alessandra è un momento artistico intenso. A breve sarà protagonista anche di un clip musicale. Ma non vogliamo anticiparvi proprio tutto.

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LETTERE DAL FRONTE

Il 24 maggio del 1915 l’Italia entra in guerra. In molti sono convinti che il conflitto durerà poco e che basteranno 500.000 soldati per vincere. La guerra invece durerà più di tre anni e mezzo e i soldati inviati al fronte saranno cinque milioni: spediranno a casa quasi due miliardi e mezzo tra lettere e cartoline, dai propri cari riceveranno un miliardo e mezzo di lettere. Un numero impressionante se si pensa all’elevatissimo tasso di analfabetismo e alla difficoltà materiale di scrivere, non solo per le condizioni di vita in trincea, negli spostamenti, nei combattimenti, ma, più semplicemente, perché non si disponeva né di un foglio di carta né di una matita per poter scrivere. 
Un fenomeno unico nella storia della comunicazione umana per il quale fu determinante l’opera delle Poste che, insieme con l’Esercito, allestì un efficacissimo servizio di spedizione, raccolta e consegna della corrispondenza di guerra, contribuendo così allo spirito di coesione nazionale e a tenere alto il morale delle truppe. A questo capitolo della Grande Guerra il Gruppo RCS, in collaborazione con l’Archivio Storico di Poste Italiane, ha deciso di dedicare“Lettere dal fronte”, un progetto editoriale di grande valore storiografico che documenta aspetti inediti della vita al fronte.

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