La Juventus interrompe il tabù Monza

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MONZA-JUVENTUS 1-2
 
La Juventus rompe il tabù Monza e dopo le due sconfitte di campionato della scorsa stagione, peraltro senza segnare neanche una rete, espugna l’U-Power Stadium con un gol segnato all’ultimo assalto. I biancorossi riassaporano dunque il gusto amaro della sconfitta dopo 4 risultati utili. La compagine allenata da Raffaele Palladino ha disputato una buona partita, ma è mancata di attenzione dopo i due episodi maggiormente favorevoli e soprattutto ha insistito troppo col tiki-taka, provando troppe poche volte il cross in area. Per Palladino non era possibile sfidare fisicamente la Juventus, ma a volte le situazioni si risolvono in maniera sporca, com’è successo in occasione della rete del pareggio.
 
Per l’incontro di oggi Palladino, che non ha potuto disporre dello squalificato Gomez e degli infortunati Caprari, Izzo e Vignato, ha proposto, rispetto al match pareggiato a Cagliari, Pablo Marì come centrale di difesa al posto di Caldirola spostato comunque a sinistra per Andrea Carboni, Machìn invece di Mota come trequartista sinistro e, a sorpresa, Ciurria come “falso nueve” avendo il centravanti titolare Colombo dolorante all’inguine. La Juventus era priva degli squalificati Fagioli e Pogba e degli infortunati De Sciglio e Weah.
 
Davanti ai 15148 spettatori dell’U-Power Stadium (per un incasso di 701196,36 euro, nuovo record nella storia del Monza), i biancorossi scendono in campo col lutto al braccio per la scomparsa, avvenuta ieri, dell’ex capitano Franco Fasoli, indimenticabile difensore della compagine brianzola dal 1975 al 1977 e dal 1981 al 1983.
Dopo una fase di studio la Juventus accelera e al 9’ si procura un rigore con Cambiaso, trattenuto a lungo in area da Kyriakopoulos; sul dischetto va Vlahovic che si fa respingere il penalty da Di Gregorio e pure la ribattuta a rete; sul corner battuto da Nicolussi Caviglia, però, Rabiot anticipa tutti e di testa insacca sotto la traversa. La partita resta molto tattica e non succede praticamente nulla fino al 27’, quando Chiesa spara alto dal limite. Al 33’ Gatti si mangia un gol a due passi dalla linea di porta. 2’ dopo un sinistro di Rabiot viene respinto in qualche modo da Di Gregorio. Al 41’ un colpo di testa di Vlahovic passa alto. E il Monza? Solo un possesso palla sterile. Segnaliamo come occasione che al 45’ Gagliardini si incunea in area juventina servendo dal fondo all’indietro per Ciurria che però viene anticipato da un difensore avversario: quindi neanche un tiro in porta per la formazione di casa…
 
Palladino provvede a effettuare un doppio cambio già all’intervallo: entrano Mota e Colombo per Machìn e Birindelli col conseguente arretramento di Ciurria. Il Monza assume ancora di più il controllo del gioco, ma le azioni sono troppo elaborate e non arrivano quasi mai al termine o per imprecisione in uno dei tanti passaggi e passaggini o per la bravura della retroguardia bianconera, abilissima in fase difensiva a copertura di Szczesny. Si evidenzia solo una conclusione al volo di Colombo al 9’ che sfila a lato. Al 21’ Palladino procede con un altro doppio cambio, inserendo Andrea Carboni e Pedro Pereira per l’affaticato Pablo Marì e Kyriakopoulos. Ma anche dopo questi cambi il Monza fa un gran possesso palla, ma senza creare pericoli alla porta ospite. Sul taccuino si registra solo un sinistro di Pessina al 30’ che termina a lato. 1’ dopo Palladino getta nella mischia Valentin Carboni per Colpani. Al 38’ Mota sbuccia il pallone da buona posizione. L’arbitro decreta 5’ di recupero e al 47’ Valentin Carboni effettua un traversone dalla destra per Mota che non arriva ad agganciare, ma Szczesny viene ingannato dal movimento dell’attaccante portoghese e dal rimbalzo della palla, che si infila in rete facendo esplodere la metà dello stadio biancorossa. Sembra finita e invece Mota perde palla, Rabiot arriva sul fondo e mette in mezzo per Gatti che prima svirgola la sfera e poi la calcia con violenza in rete; stavolta a esplodere è la metà di stadio di fede bianconera.
 
In sala stampa Allegri si è mostrato soddisfatto non solo del risultato, ma anche del gioco espresso dalla sua squadra: “Abbiamo disputato un bel primo tempo e potevamo segnare il gol del 2-0. Nel secondo tempo abbiamo fatto una buona difesa, anche se alla fine abbiamo rischiato contro un Monza che è stato bravo a metterci in difficoltà. Ricordo che oggi abbiamo segnato 2 gol al Monza che nelle ultime 10 partite non ne aveva mai presi in una singola gara”.
 
Palladino ha il sorriso amaro stampato in faccia: “C’è tanto rammarico. Sapevamo che quella di oggi era una partita difficile da giocare contro una squadra in salute. Il primo tempo è stato interpretato bene, con tre attaccanti mobili perché non volevamo dare riferimenti alla Juventus. Però non siamo stati pericolosi. Nel secondo tempo abbiamo disputato una bella partita, mettendoci a un certo punto con la difesa a quattro. Il gol del pareggio era meritato, ma alla fine è arrivato un altro gol della Juventus per una leggerezza di Dany Mota. Peccato perché i ragazzi avevano lottato col cuore e tanto coraggio. Come mai i miei giocatori hanno continuato a far girare la palla a terra senza metterla quasi mai alta nel mezzo? Perché non ho giocatori strutturati fisicamente per affrontare i duelli in area”.
 
Il Monza tornerà in campo domenica 10 dicembre alle ore 15, ancora all’U-Power Stadium, per affrontare il Genoa.
 
 
FOTO AC MONZA