La campionessa di pattinaggio diventa italiana (senza ius soli)

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Concorezzo. Non è servito attendere lo ius soli per attribuire alla campionessa di pattinaggio, Luisa Woolaway, la cittadinanza italiana. Dal 14 dicembre, con la cerimonia officiata dal sindaco Riccardo Borgonovo, la portacolori dell'Asco ha coronato il suo sogno e ottenuto quel documento che le consentirà anche di gareggiare con la nazionale italiana.

Nata in Italia da papà inglese e mamma tedesca (arrivati in Italia nel 1997 hanno mantenuto la propria cittadinanza e per questo motivo la figlia è rimasta fino a pochi giorni fa anagraficamente "straniera"), Luisa era salita agli onori delle cronache sportive per i risultati in pista (nel 2017 ha vinto la Coppa Europa, prima era stata medaglia di Bronzo ai campionati italiani di Asiago nei 20.000 metri a eliminazione, categoria senior, nel 2016 a Pesaro aveva vinto titoli italiani) e aveva conquistato anche la stampa locale per il problema del passaporto: niente cittadinanza, niente nazionale di pattinaggio.

Giovedì, senza la necessità di scomodare il dibattito sullo ius soli, Luisa è diventata a tutti gli effetti cittadina italiana (con doppio passaporto), come prevede la legge del 1992. Il 4 dicembre, infatti, Luisa era diventata maggiorenne. La cittadinanza straniera (tedesca), naturalmente, non le aveva negato nessun diritto a parte questo cavillo della nazionale di pattinaggio. Residenza concorezzese, liceo all'Omnicomprensivo di Vimercate, il sogno di pattinare iniziato a 4 anni e coronato all'interno della grande tradizione sportiva dell'Asco (che ha generato campioni a livello mondiale ed europeo), Luisa era stata proposta anche per la benemerenza della Gugia dòra, ma il sindaco aveva preferito non politicizzare la ricorrenza e rinviare di un anno i tributi all'Asco che nel 2018 raggiungerà i 50 anni di attività.

La legge sulla cittadinanza in Italia

Attualmente la cittadinanza italiana è regolata dalla legge 5 febbraio 1992, n. 91 (e relativi regolamenti di esecuzione: in particolare il DPR 12 ottobre 1993, n. 572 e il DPR 18 aprile 1994, n. 362) che, a differenza della legge precedente, rivaluta il peso della volontà individuale nell’acquisto e nella perdita della cittadinanza e riconosce il diritto alla titolarità contemporanea di più cittadinanze.

I principi su cui si basa la cittadinanza italiana sono:

• la trasmissibilità della cittadinanza per discendenza (principio dello “ius sanguinis”);

• l’acquisto “iure soli” (per nascita sul territorio) in alcuni casi;

• la possibilità della doppia cittadinanza;

• la manifestazione di volontà per acquisto e perdita;

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