(3) Rogo cinese, Brambilla (Cdc): "Sulla mozione pasticcio evitabile"

b_450_500_16777215_00_images_brambillaandreacdc.jpeg(3) Concorezzo. Anche Andrea Brambilla, capogruppo Cdc, interviene sulla questione della mozione, mentre i nostri lettori continuano a sviluppare un interessante dibattito attraverso i commenti alla notizia.

"Caro direttore, rispondo volentieri al tuo invito ad un intervento sul tema della mozione presentata ieri in consiglio comunale. Avrei volentieri evitato, ma alcune inesattezze che ho letto sul vostro sito mi obbligano alla chiarezza. Mi sembra che il capogruppo leghista Roberto Brambilla dia una interpretazione quantomeno eccentrica della verità dei fatti… La realtà è che la mozione non ha potuto essere accolta e votata in consiglio per ragioni sia tecniche che politiche. 1-      E’ stata presentata fuori tempo massimo rispetto ai termini previsti dalla legge (altro che “entro i  termini”…). In questi casi il regolamento prevede che venga discussa solo se ha carattere di urgenza, ossia se possano esserci conseguenze o inefficacia qualora non venga discussa immediatamente. Ed evidentemente non siamo in questo caso. Se il consiglio avesse dato l’ok a procedere, si sarebbe creato un precedente difficile da giustificare. 2-      Nei giorni scorsi PdL e CdC e Lega hanno lavorato ad una versione condivisa della mozione, arrivando ad un testo modificato. Il testo modificato comprendeva anche l’istanza sulla “responsabilità’” degli italiani che acquistano prodotti contraffatti, che tanto ha scandalizzato il capogruppo leghista. Tale istanza, dunque, non è piovuta dal cielo, ma è stata oggetto di discussione e condivisione da parte dell’intera maggioranza, Lega compresa (!)… Se poi Brambilla, che non ha partecipato alla discussione, ha dei problemi col testo, se la veda con i suoi colleghi Capitanio e Usuelli che hanno sottoscritto la modifica… 3-      Spavaldamente, la Lega ha portato in aula una terza versione della mozione, ancora differente, frutto di una propria modifica unilaterale. Aspettandosi che le altre forze non solo ne riconoscessero l’urgenza, ma addirittura la votassero favorevolmente… Una bella pretesa! Per concludere, un pasticcio che si sarebbe potuto evitare accettando saggiamente di rimandare al prossimo consiglio la discussione e cercando una versione condivisa di questa mozione. Una soluzione che avrebbe evitato di spendere tanto tempo, e tante righe, inutilmente. Purtroppo l’intenzione dichiarata oggi dalla Lega di riproporre la mozione al prossimo consiglio senza le integrazioni condivise in maggioranza (anche dalla Lega stessa !), mi sembra vada invece nella direzione di una ricerca di visibilità ed autonomia. Scelta legittima, ma che non condividiamo.

 

Un saluto,

 

Andrea Brambilla – capogruppo CdC


brambillaroberto.jpgConcorezzo. (2) Arrivano i primi commenti al dibattito apertosi ieri sera sulla mozione della Lega Nord. Ci scrive il capogruppo del Carroccio, Roberto Brambilla. “Abbiamo presentato la mozione nei termini – 

precisa il capogruppo della Lega Nord, Roberto Brambilla - e siamo 
stati disponibili a discuterne con tutti i capigruppo, recependo le 
loro osservazioni. Se non avessimo fatto le cose per tempo, nemmeno si 
sarebbe aperta la discussione. Poi è arrivata un’istanza quantomeno 
discutibile della lista civica cdc che pretendeva di scaricare la colpa 
delle anomalie introdotte dal modello economico cinese sui cittadini e 
sulle imprese di Concorezzo. Nello specifico chiedevano di emendare il 
testo aggiungendo questa frase: “Rimarcando che l'importazione e la 
commercializzazione di prodotti contraffatti o dannosi e pericolosi per 
la salute del consumatore si alimenta e si sostiene grazie anche alla 
complicità più o meno consapevole di cittadini ed imprenditori italiani 
che hanno come unico fine il risparmio ed il guadagno ad ogni costo”. Accusare i in un periodo di crisi come questo i nostri cittadini di attenzione al risparmio è inqualificabile: bisogna evitare che il nosrto tessuto produttivo venga drogato da concorrenza sleale che illude il consumatore con la farsa del prezzo ridotto e poi lo frega 
con prodotti di inesistente qualità, facile deperibilità e, spesso, potenzialità tossica e nociva per il mancato rispetto delle più 
elementari norme nazionali ed europee.r. Bisogna lavorare alla fonte del problema e i tanti episodi citati nella mozione lo stanno a 
sottolineare. Se poi, ma per ora è solo una ipotesi, questo mercato vive di episodi preoccupanti come regolamenti di conti e presunti attentati, allora trovare la compattezza nelle nostre comunità diventa un imperativo politico ed etico”. “Evidentemente – conclude  Brambilla - su questi temi ci sono diverse sensibilità e ognuno risponderà delle proprie scelte davanti ai cittadini di Concorezzo. E' quanto meno singolare che il Pdl in Provincia di MB, ed in altri Comuni abbia votato con la Lega Nord documenti sull'urgenza di questa situazione, mentre a Concorezzo abbia preferito prendere tempo. Nei prossimi giorni ri-protocollerò la mozione che verrà presentata e discusso con il testo letto questa sera”.

Tra i lettori di concorezzo.org, Manlio la pensa come il Cdc. "Assolutamente concorde con l'integrazione proposta. E' proprio l'atteggiamento di cittadini e imprenditori che guardano solo al proprio tornaconto a permettere il diffondersi di fenomeni scorretti o, ancora peggio, pericolosi".

(1) "Non è urgente". Questa la motivazione con cui Pd, Pdl e Cdc hanno chiesto e ottenuto il rinvio della mozione presentata dalla Lega Nord dopo i recenti fatti che hanno colpito tre grossi centri all'ingrosso a gestione cinese, due a Concorezzo (rogo presumibilmente doloso in via Brodolini e rapina con brutale pestaggio al Malcantone) e uno a Monza.

Il testo presentato dal Carroccio, che partiva anche dalla notizia della futura realizzazione in zona Colleoni di un nuovo e gigantesco centro commerciale a gestione cinese, era questo: 

Il Consiglio comunale di Concorezzo

 CONSIDERATI

 i recenti allarmanti episodi collegati al commercio di provenienza orientale, e in particolare:

 -      Sequestro da parte della Guardia di Finanza di Padova di 1,7 milioni di oggetti di cancelleria a Concorezzo, contraffatti e non conformi agli standard di sicurezza, spesso privi di qualsiasi etichettatura con la ragione sociale o il marchio del produttore o dell'importatore nella comunità europea, provenienza e composizione, e quindi potenzialmente a rischio per la salute di bambini e adulti (settembre 2012)

-      Sequestro da parte della Guardia di Finanza di 11mila statuette contraffatte e vendute con marchio Thune, statuette stoccate a Concorezzo (settembre 2011)

 -      Incendio  il 20 settembre in un magazzino gestito da titolari cinesi a Monza al confine con Brugherio, dove le fiamme si sono estese su quasi 6.000 mq; l’incendio divampato il 15 ottobre a Concorezzo in un magazzino di prodotti made in China

CONSIDERATO

Che tutte le forme di commercio illegale oltre ad essere pericolose per il consumatore finale (Regione Lombardia sta vietando la circolazione di bolle di sapone made in China, tossiche e nocive per i bambini), rappresentano il più delle volte una forma di concorrenza sleale nei confronti del commercio locale

FATTO SALVO

Il diritto di ogni Comune di decidere le linee urbanistiche del proprio territorio previa una corretta informazione alla cittadinanza e ottemperati tutti gli obblighi di controllo sulle attività che si vanno ad autorizzare 

CONSIDERATO

 Che le notizie relative all’apertura di un presunto centro commerciale cinese sul territorio di Agrate Brianza hanno destato molte perplessità anche nella nostra comunità, sia per l’impatto commerciale che per quello viabilistico 

IMPEGNA

Il sindaco e la Giunta

  • A intensificare tutte le azioni necessarie di coordinamento con le Forze dell’ordine e di controllo diretto sulle attività commerciali e industriali presenti in paese perché rispettino le normative nazionali ed europee, anche in relazione alle condizioni in cui si trovano ad operare i dipendenti
  • A raccogliere i dati dei controlli della Guardia di Finanza volti a normalizzare le realtà produttive responsabili di traffici illeciti sul nostro territorio

  • A proseguire, dove possibile, nella tutela del tessuto economico-produttivo e dell’assetto viabilistico del paese dialogando con i Comuni confinanti per evitare che le conseguenze dei nuovi insediamenti ricadano per la maggior parte sul nostro territorio

In realtà a far saltare il tavolo sarebbe stata una integrazione chiesta dai Cristiani di centro: " Rimarcando che l'importazione e la commercializzazione di prodotti contraffatti o dannosi e pericolosi per la salute del consumatore si alimenta e si sostiene grazie anche alla complicità più o meno consapevole di cittadini ed imprenditori italiani che hanno come unico fine il risparmio ed il guadagno ad ogni costo”. Una aggiunta non accettabile secondo il pensiero del capogruppo leghista Roberto Brambilla, che dopo la sospensione dei lavori del Consiglio di ieri sera, ha preferito ritirare il documento e protocollarlo nuovamente senza modifiche. Tornerà in aula alla prossima seduta.

Commenti   
0 #11 luca 2012-11-02 12:16
condivido in toto il commento di malafarina. esemplare. uniamoci nella lotta.
0 #10 francesca 2012-10-29 15:03
Sig. Giovanni la ringrazio per la sua risposta. Per il momento non sono ancora miope per fortuna e spero di non diventarlo, perchè se perdo il lavoro sarà un problema acquistare gli occhiali.
Comunque non ha capito le ragioni che spingono cittadini come me ad acquistare oggetti da cinesi che costano tre volte meno rispetto a quelli venduti da italiani. La qualità? Credo che anche molte cose vendute a caro prezzo da italiani non siano di qualità.
0 #9 bambi 2012-10-29 12:52
Non giustifico l'atto vandalico in se, e neanche il lavoro dei cinesi.Ma la colpa è veramente della politica che ha permesso tutto questo, mettendo a repentaglio il benessere di noi italiano, in favore di quello degli stranieri.Conco rdo col fatto che non esiste reale risparmio acquistando questi prodotti, perchè sono di scarda qualita.
0 #8 giovanni malafarina 2012-10-29 07:06
Cara Francesca, nessuno ha detto che è disonesta. Però è miope, mi scusi. Il fatto che lei abbia un lavoro precario, e che in generale non ci sia più lavoro da noi, è proprio perché il suo lavoro ora lo fanno i cinesi. Il tessile e il calzaturiero, per esempio, sono due settori cancellati brutalmente dall'invasione cinese. Se non si trova più un paio di pantaloni prodotti in Italia vuol dire che non ci sono più dedine di migliaia di posti di lavoro, dietro quei pantaloni. O meglio, ci sono, ma i lavoratori hanno gli occhi a mandorla,
Inoltre, lei compra cinese convinta di risparmiare, ma la merce è talmente orrida che le dura un decimo di quello che le durerebbe merce prodotta da noi. Il risparmio è illusorio, la perdita del lavoro è autentica.
0 #7 francesca 2012-10-28 22:56
Anche io compro dai cinesi. Ho un lavoro precario e pago un affitto di €. 500, 00 al mese per due locali. Non mi sento per nulla al mondo disonesta. E' lo stato che deve tutelare i cittadini. E' la politica che deve fare qualcosa, non i cittadini.
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