Imprenditore non riesce ad assumere geometri e ingegneri a tempo indeterminato

globo.jpgConcorezzo. Assumere? Una vera burocrazia, anche per chi lotta contro la burocrazia! E così, in tempi di disoccupazione alle stelle (a luglio quella giovanile, secondo l'Istat, era al 39,2%!) succede anche che ci siano imprese che fatichino ad assumere, pur proponendo contratti a tempo indeterminato. Attulamente la ricerca riguarda un geometa neodiplomato e un ingegnere gestionale neodiplomato.

La Globo è una società di Treviolo che da quasi vent’anni si occupa in tutta Italia di progetti di innovazione e di digitalizzazione della pubblica amministrazione, che vede tra i soci Giovanni Bonati di Concorezzo, amministratore delegato della società.

La Globo un’azienda in costante crescita, con venticinque dipendenti tutti assunti con contratti stabili e che purtroppo fatica a trovare personale per i propri progetti di espansione.

Ci spiega Bonati che uno dei problemi principali è la difficoltà di rapportarsi con gli istituti superiori e le università. “Ci piacerebbe entrare facilmente in contatto con gli studenti neo diplomati, oppure prossimi alla laurea, per definire un percorso di stage o un argomento di tesi, che possano facilitare un inserimento rapido nella nostra azienda. Spesso però la burocrazia che occorre seguire per avviare questo tipo di rapporti scoraggia anche noi, che tra l’altro ci occupiamo proprio di semplificazione della pubblica amministrazione”.

A gennaio per esempio abbiamo richiesto a un noto istituto superiore di Bergamo l’elenco dei migliori studenti per valutare un’assunzione a tempo indeterminato. La risposta formale che abbiamo ricevuto è stata di “inviare due lettere su carta intestata della ditta richiedente da cui sia possibile individuare chiaramente l’identità, il fax e (obbligatoriamente) l’email e spedire le due lettere via posta o fax (no e-mail) con firma e timbro del richiedente”.

E ancora, in questi giorni un’importante università milanese alla quale è stato chiesto di poter conoscere (sempre con una prospettiva di assunzione) l’elenco dei laureati, ha risposto che questo è un servizio erogato dietro una convenzione che prevede il pagamento di un corrispettivo di ben cinquecento euro.

"Si distingue da questi casi l’Università degli Studi di Bergamo - evidenzia Bonati -  con la quale abbiamo instaurato un ottimo rapporto: l’ente condivide tempestivamente con le imprese l’elenco e i recapiti degli ultimi laureati. Attiviamo periodicamente rapporti con neo laureati in ingegneria gestionale, ma purtroppo sono molto ricercati e non è sempre facile trovare disponibilità".

Una volta che si entra in contatto con i potenziali candidati - prosegue Bonati - è talvolta evidente la distanza che esiste tra la preparazione degli studenti e le esigenze delle imprese. La maggior parte dei neo diplomati e dei neo laureati non ha mai avuto la possibilità, durante il percorso di studi, di entrare in un’azienda. Addirittura parecchi curriculum che riceviamo non sono redatti sul modello standard prescritto dall’Unione Europea. Sarebbe opportuno che le scuole superiori e le università istaurassero all’ultimo anno dei momenti formativi dedicati a chi si appresta a entrare nel mercato del lavoro, perché una delle maggiori criticità che rileviamo è la difficoltà che i giovani hanno ad approcciare le aziende”.

Nella nostra azienda investiamo moltissimo in formazione per i neo assunti - conclude l'imprenditoresiamo alla ricerca in questo momento di neo laureati in ingegneria gestionale e in materie tecniche ambientali e territoriali e di neo diplomati in geometra, che abbiamo voglia di imparare e di lavorare, che considerino come un’opportunità la possibilità di seguire progetti con le pubbliche amministrazioni italiane e che abbiano una buona dose di coraggio e intraprendenza ad affrontare tutti i giorni problemi nuovi”.

Leggi anche

Topi d'appartamento, è caccia a questi malviventi

In campo senza maglie: che errore quei bambini sbattuti su Facebook

Strage di conigli, interviene anche il Comune

Concorezzo, il saluto a Jean Valenti, papà dei sommelier italiani

Aggiungi commento