Centro commerciale cinese, la Provincia ricorre al Tar

 

b_450_500_16777215_00_images_centrocommercialecinese.jpegAgrate. La Provincia ha presentato ricorso al Tar contro la decisione del Comune di Agrate di autorizzare sull'area ex Uquifa la costruzione del più grande centro commerciale cinese d'Europa. 220 espositori all'ingrosso, circa 40mila metri quadrati di superficie e soprattutto 12,3 milioni di oneri di urbanizzazione che hanno da sempre fatto gola al sindaco Ezio Colombo. L'Amministrazione a guida Pd, infatti, aveva già "venduto" alla popolazione i vantaggi della colossale operazione: 4,9 milioni da usare per il nuovo asilo nido, altri soldi per la viabilità e ancora monetizzazione cash. Ormai, d'altra parte, sono in molti a fare così: anziché dire basta ad uno Stato centrale che affama il Nord per dare a Roma e al Sud, si svende e si umilia il territorio, tra l'altro con operazioni che farebbero per lo meno storcere il naso agli amanti della "concorrenza leale". Non è comunque nel merito che la Provincia (ovviamente) ha fatto ricorso: l'opposizione è per motivi viabilistici, in previsione dell'impatto che la struttura avrebbe sulle provinciali già congestionate dai vari centri commerciali e d'arredamento al confine con Carugate. Il sindaco agratese è andato su tutte le furie, parlando di contentino alla Lega (che aveva già manifestato contro il progetto) e annunciando che senza quei soldi i progetti sociali e viabilistici non si faranno. A stretto giro di posta anche la replica del Carroccio, da parte di Dionigi Canobbio, segretario provinciale. "Ricorrendo al Tar contro l'edificazione del centro commerciale cinese più grande d'Europa, la 
Provincia di Monza e Brianza non compie solo un atto amministrativo, ma 
dà un importante segnale politico - spiega - La linea dura del presidente Allevi 
è quanto auspicato da tempo dalla Lega Nord, già scesa in piazza contro la scellerata svendita del territorio voluta dal Pd agratese. Purtroppo la legge ci consente solamente di opporci all'impatto viabilistico. Ma chi pagherà, nel caso il progetto dovesse andare avanti, i costi sociali ed economici di un ennesimo centro commerciale di cui il territorio non ha bisogno? La Brianza ci chiede di tutelare il "made in Brianza" e la storia del nostro commercio e del nostro artigianato: quando avremo la certezza di una concorrenza leale, allora potremo 
anche confrontarci con una produzione che, oggi, si basa quasi esclusivamente sullo sfruttamento della manodopera e sull'elusione sistematica delle normative nazionali e comunitarie. La Lega Nord si opporrà con tutti i mezzi previsti dalla legge alla realizzazione di un centro commerciale cinese nel Vimercatese".b_230_220_16777215_00_images_cccinese.jpeg

 

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