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Cappelletta di San Nazaro usata per raduni alcolici

san_nazaro_cappella.jpegConcorezzo. Muri imbrattati e una decina di bottiglie di birra (ma anche resti di fast food, coppette di gelato "made in Concorezzo" e tanto altro) sono la misura dell'oltraggio da parte di qualche gruppetto di incivili alla Cappelletta di San Nazaro, eretta e poi restaurata dai residenti dell'omonima cascina. Il luogo di preghiera, detta anche Cappella del Lazzaretto, ricorda un'altra pandemia, quella che sconvolse il nostro paese con la furia della pesta di manzoniana memoria. Purtroppo una facciata laterale dell'edificio è stata deturpata da un inutile e brutto murales, mentre il perimetro è costellato da bottiglie di birra, testimonianza di qualche raduno abusivo.

La cappelletta si trova nei campi alle spalle del centro sportivo comunale.

In passato Cascina San Nazaro aveva anche una vera e propria chiesa.

Come ricorda l'Archivio storico, le origini della chiesa e del monastero di S. Nazaro sono più incerte, e i primi documenti che li citano sono del XIV secolo. Il Dozio comunque riporta che alla chiesa di S. Nazaro, fin dal IX secolo, fu annesso un monastero di benedettine, già soppresso da molti anni nel XVI secolo ed aggregato al monastero di S. Vincenzo a Milano. Nel 1570 infatti, le monache di S. Vincenzo avevano il patronato della chiesa di S. Nazaro e possedevano ancora beni nel territorio del comune. Finchè la pace regnò nelle nostre campagne le monache se la cavarono. Quando però nei primi anni del ‘400 le invasioni e incursioni legate alle guerre fra il ducato di Milano e i vicini si fecero più frequenti, il monastero, legato ai proventi derivati dalla coltivazione dei terreni circostanti, si trovò in grave difficoltà. Da qui la scelta da parte delle monache di unirsi e fondere i propri beni con quelli della comunità di Milano.

Si salvarono così le proprietà del monastero, documentate fino al 1725, ma andò completamente in rovina l’annessa chiesa. Alle monache rimasero i terreni e le case fino alle riforme teresio-giuseppine. Nel 1798 venne soppresso il monastero di S. Vincenzo, che fu spartito fra due monasteri milanesi. Nel 1833-34 l’oratorio di S. Nazaro venne ridotto in due locali, uno dei quali, la vecchia chiesa, trasformato in magazzino.

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